Più che di rarefazione si tratta della distruzione seguita ad un bombardamento a tappeto. Il nostro comandante supremo delle truppe cammellate della coalizione che ha vinto le elezioni, è riuscito ad
assorbire gli eredi dell’MSI e a farne parte integrante del proprio organismo. Nonostante qualche tentativo - presto conchiuso - di indipendenza da parte dei piccoli bambini, leaders della destra, mai diventati grandi. Una intera formazione politica, quella nazional-alleata, scassata e svuotata dall’interno attraverso una interessata co-optazione di tutto il suo gruppo dirigente. Questo semplifica il quadro politico…e le scelte dell’opposizione. Ammesso che essa esista.
Contro tutto ciò protestarono Storace e la Santanchè. Proteste tanto improbabili quanto velleitarie anche se comprensibili. Risucchiati anche loro nel mare magnum del comandante supremo. Tutto il retaggio storico della Destra, compresi i libri di Evola stipati nelle librerie dei suoi militanti, è andato a farsi fottere, in nome di un pragmatismo molto attuale, iper-moderno. Un retaggio fatto di passioni ed ideali che nulla valgono più rispetto ad una carriera solida e stabile. E’ ora di seguire il padre…l’esperienza del padre.
Il percorso compiuto non è più ripetibile al contrario: il dado è tratto. La Destra è stata inglobata, senza colpo ferire. Esisterà fintanto che lui ci sarà, da lui dipenderà e non potrà mai più lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Tutto ciò, è bene sottolinearlo, semplifica il quadro di chi stà contro chi, di chi è avversario di chi. In questo senso il comandante supremo ha fatto un favore alla opposizione. I militanti della Destra dovrebbero rendersi conto che i propri dirigenti hanno svenduto tutta la loro tradizione all’egemonia del comandante supremo. Un viaggio senza ritorno.
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