13
Mar
08

Montature contro Chavez.

di Sergio Mauri Bisogna prestare molta attenzione alla campagna disinformativa e di calunnie nei confronti di Hugo Chavez, da parte del governo degli Stati Uniti. Sono segnali assai pericolosi: quando una personalità politica, un paese o un partito politico, cominciano ad intaccare i loro interessi, gli statunitensi, coadiuvati dal solito personaggio fantoccio di turno, si lanciano in campagne diffamatorie.

55Il fantoccio del caso è Uribe che ha avuto il coraggio spudorato di dichiarare che il suo ambasciatore all’ONU trascinerà Chavez davanti al Tribunale penale internazionale per sostegno e finanziamento di genocidio. Questa dichiarazione, fatta da un personaggio che non esita a far maltrattare duramente i propri oppositori politici è per lo meno….singolare!

Ma il pezzo forte che ne denota tutta la pericolosità, ha a che fare con la strombazzata possibilità di dimostrare il possesso, da parte delle FARC, di materiale radioattivo!

Riflettete: il copione è sempre quello. Evidentemente può avere successo, se non altro per invadere e uccidere le persone che stanno scomode a Washington! Dopo le “armi di distruzione di massa” mai ritrovate avremo il “materiale radioattivo”! E’ proprio vero che la madre degli idioti è sempre incinta…

Nonostante queste vergognose prese di posizione, la maggior parte degli osservatori internazionali latinoamericani stigmatizza senza se e senza ma l’incursione della Colombia e il colpo inferto alle FARC in una fase di dialogo. Sottolineando, tra l’altro, le pesanti collusioni di ampi settori governativi colombiani col narcotraffico. Anche chi non appoggia la linea politica di Chavez, (vedi Michelle Bachelet) non ha esitano a prendere le dovute distanze da Bogotà.

Ma ad ulteriore chiarimento delle responsabilità di questa crisi riporto un breve riassunto delle sue tappe:

10 gennaio 2008: grazie alla mediazione di Chavez le FARC liberano 2 ostaggi; Clara Rojas e Consuelo Gonzales.

11 gennaio: Chavez chiede che la comunità internazionale definisca le FARC guerrieri belligeranti e non più gruppi terroristi. La Colombia si oppone.

27 febbraio: le FARC liberano altri 4 ex parlamentari colombiani.

1 marzo: l’esercito colombiano uccide in territorio ecuadoriano Raul Reyes.

2 marzo: Chavez ordina la chiusura dell’ambasciata venezuelana a Bogotà e manda truppe alla frontiera con la Colombia. Il presidente ecuadoriano Correa richiama l’ambasciatore a Bogotà.

3 marzo: la Colombia accusa Chavez e le autorità ecuadoriane di aver finanziato le FARC. Anche Quito rompe le relazioni diplomatiche con la Colombia e manda soldati al confine, temendo altri “sconfinamenti”.

Segnalo ad Uribe di occuparsi di un genocidio quantitativamente e qualitativamente più importante: quello che si sta consumando in Iraq.

Fonte: Il Sole 24 Ore – 5/3/2008

Articolo originale pubblicato su: http://achtungbanditen.splinder.com/


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