13
Mar
08

El País alla riscossa.

di Gianluca Bifolchi

Nel mondo in lingua spagnola il quotidiano El País svolge un’azione di sostanziale rincalzo alla CNN, quanto al tipo di interessi che rappresenta. Qualche giorno dopo che “Rojas”, il traditore delle FARC che ha ucciso il condandante Iván Rio, ed è ora in predicato per intascare una taglia di 2,6 milioni di dollari, ha affermato che Ingrid Betancourt non verrà mai rilasciata dalle FARC, contenendo servizievolmente il danno d’immagine creato da Correa ad Uribe per le dichiarazioni del primo secondo cui l’uccisione di Raúl Reyes aveva interrotto i colloqui per il rilascio di un certo numero di ostaggi, tra cui la Betancourt stessa, El País accorre anch’esso al soccorso, e imparata la lezione, fa parlare un altro ex delle FARC, tale “Miguel”, già operativo del Frente48, che assicura che tramite la corruzione delle autorità civili e militari, le FARC hanno realizzato una serie di comodi pied-a-terre in territorio ecuadoriano, dove fanno più o meno i comodi loro.

Intanto il Miami Herald ha annunciato che Bush sta considerando se far inserire il Venezuela nella lista dei paesi terroristi, dopo le accuse rivolte a Chávez da Uribe basate sui dati ritrovati nei computer di Reyes. Al lavoro con i tecnici colombiani vi è nientemeno che una equipe dell’FBI, e questo naturalmente fa dormire a tutti sonni tranquilli sulla scrupolosità e correttezza di come verrà fatto il lavoro.

Un analista cileno, Raúl Sohr, sostiene che nella lotta senza quartiere alle FARC il deteriorarsi dei rapporti con i vicini latinoamericani significa poco per Uribe, perché se il governo colombiano vincerà si potrà sempre contare sull’appoggio di USA ed UE per ricostruire i necessari legami diplomatici nella regione.
Se Uribe la pensa davvero così, si direbbe che la sua testa è completamente schermata all’idea che d’ora in poi l’America Latina “farà da sé”, e che il padrinato dei “grandi” sarà sempre meno importante per risolvere i problemi regionali.
Sohr indica un dato secondo cui il fattore tempo giocherebbe a favore di Uribe: l’età avanzata e il probabile tumore alla prostata di Manuel Marulanda. Se alla morte del vecchio leader si attuerà un processo di “feudalizzazione” delle FARC, ovvero una spaccatura del movimento in diverse enclavi colombiane, Uribe potrà dire che non vi può essere pace perché non c’è un interlocutore con cui parlarne.
Ciò che manca in questa equazione tracciata da Sohr - anche ammettendo la possibilità della “feudalizzazione” - è l’altro antagonista di Uribe, e cioè l’opposizione legale, non legata alle FARC, che nella sua crescita di consensi ha già conquistato le città di Bogotá, Medellin, e Cali. Se Uribe rifiuterà ogni pacificazione con le FARC per prendere tempo è possibile che la spunti lui, come è possibile che la pacificazione la facciano i suoi antagonisti legali, dopo averlo battuto alle elezioni.

Articolo originale pubblicato su: http://achtungbanditen.splinder.com/ 


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