Archivia per Marzo 2008

22
Mar

C’è un interesse al conflitto?

Il governo ritira molti dei suoi emendamenti alla legge sul conflitto di interessi, inoltre, la maggioranza è determinata a lasciare fuori dalla legge la questione dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Il governo, attraverso il sottosegretario Paolo Naccarato decide di cancellare 28 dei 60 emendamenti che erano stati presentati solo alcuni giorni fa.Molte critiche erano state avanzate dai rappresentanti in commissione dell’Italia dei Valori, del PDCI e della sinistra DS. In particolare sul fatto che si era preferita la più blanda formula della incompatibilità in luogo dell’ineleggibilità: Berlusconi dunque, ancorchè titolare di un’impresa operante in regime di concessione pubblica, potrebbe continuare a presentarsi alle elezioni.

Fonte: Il Manifesto.

22
Mar

Inciucioni.

[Otto mesi fa scrivevo questo articolo tuttora attuale]
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Il Cavaliere è passato dai congressi di Margherita e DS che si stanno preparando all’avventura del PD. Li ha elogiati, si è detto d’accordo con quanto stanno facendo. Anche a destra una dinamica del genere è in previsione. Con lui al comando, finchè l’età glielo permetterà. Cinque o dieci anni, poi si vedrà: ma senza il capo la musica cambierà di sicuro!
Bisogna assicurare la governabilità, escludendo ogni tipo di dissenso, soprattutto quello razionale e motivato. Sono in previsione alleanze di tutti i moderati (”di destra e di sinistra”) per attuare questo progetto. Un ritorno alle “origini”. Si volge lo sguardo al passato, ma solo a ciò che conviene di quel passato, per mantenere le redini del comando sulla società italiana.
Non c’è dubbio che per raggiungere questi obiettivi tutti i mezzi saranno usati, dalla diffamazione politica, all’anticomunismo ad altro ancora.
Il PD si prepara a governare con i “moderati” del centrodestra.

17
Mar

Ricerca storica e scandalismo politico.

E’ il titolo del libro di Ariel Toaff (figlio del rabbino Toaff) sugli ebrei d’Europa e gli omicidi rituali (ai danni dei cristiani e per di più bambini) nel tardo medioevo. Il libro ha fatto discutere più per il fatto che sia stato ritirato dallo stesso autore, dopo una serie di polemiche dentro e fuori la comunità ebraica, che non per la validità o meno dei suoi contenuti.
Mettere l’accento sul fatto che si sia violata la libertà di opinione dopo le pressioni per il ritiro del libro, mette in ombra la vera domanda da farsi: il libro e attendibile? Il dibattito - sul Corriere della Sera - è stato piuttosto ampio col contributo di alcuni fra i maggiori studiosi italiani del Quattro e del Cinquecento: ad esempio Carlo Ginzburg. Voglio soffermarmi però su un articolo di Sergio Luzzatto, apparso sul Corriere della Sera, qualche giorno fa, che comunque cerca di difendere Toaff e la sua cosiddetta “libertà di ricerca e di opinione”.
340Per stessa ammissione di Luzzatto, sono emersi 2 limiti gravi al lavoro di Toaff. Il primo riguarda la scarsa chiarezza del suo discorso intorno al carattere episodico o seriale dei reati di sangue da lui attribuiti ai “fondamentalisti” dell’ebraismo ashkenazita tardomedioevale; il secondo, l’impiego disinvolto di testi prodotti dalla controversistica cattolica del Sei e del settecento, troppo spesso viziati da un pregiudizio antisemita.


Poi, ad ulteriore conferma del modo poco corretto di fare ricerca storica, si nota che l‘autore ha preso per buone, quali fonti a sostegno della sua tesi sulla reale occorrenza di omicidi rituali, testimonianze estorte agli imputati attraverso l’uso della tortura.
Motivi per dubitare della fondatezza del libro, ce ne sono. Ma anche qualche argomento a favore di Toaff: se è vero che le testimonianza estorte con la tortura hanno dei limiti probatori è anche vero che le stesse fonti inquisitoriali sono state usate per importanti studi di storia religiosa dell’epoca in questione. Testimonianze estorte con la tortura ma riscontrate attraverso controlli incrociati. A dire il vero - però -non abbiamo conferma di controlli incrociati nel lavoro di Toaff, nemmeno da parte di Luzzatto. Inoltre, a chi rimprovera a Toaff di aver fornito indizi e non prove di ciò che dice, si potrebbe rispondere che l’indagine su fatti così lontani non può che rispondere a certi limiti.
Ma un argomento, a mio avviso gravemente capzioso nella difesa di Luzzatto al lavoro di Toaff, riguarda l’onere della prova che egli inverte con queste testuali parole: “Naturalmente, che qualcosa venga confessato sotto tortura non è una prova che quel fatto sia vero. Però, non è neppure una prova che quel fatto sia falso.” Si slitta dal merito al metodo e, cosa ancor più grave, è invertito l’onere della prova con la 2^ affermazione: se la sua affermazione è sincera significa che una persona deve dimostrare la propria innocenza. Se tutto ciò che viene detto o scritto su di noi - senza prove - può esser vero, allora siamo noi a doverci discolpare….Lo stato di diritto viene azzerato.
Ora, un paio di considerazioni sulla libertà della cultura. Va da sè che non tutto è degno di pubblicazione, non tutto è serio, non tutto è fondato. Il nostro problema, però, è quello di aver ridotto la cultura a merce. Nel supermercato culturale si può e si deve poter comprare di tutto: al contrario sarebbe un danno finanziario per l’industria editoriale. E’ indubbio che attraverso questa polemica, Ariel Toaff sia pure diventato famoso, al di là dei suoi meriti personali; è la nostra società ad avere parametri di questo tipo, che escludono - ad un certo livello, quello commerciale - i contenuti. Ma - personalmente - mi dissocio da questo tipo di libertà: una libertà che va oltre i contenuti.

13
Mar

Underworld.

di Sergio Mauri Apro il Sole 24 Ore di oggi e vedo una foto che ritrae Calearo che abbraccia Nerozzi. Dunque sindacato “rosa” e imprenditori possono, anzi devono, andare d’accordo. Una pre-condizione di questo tipo, al governo di un paese fu già messa al tempo del fascismo con la Camera delle Corporazioni. Oggi, senza apparente violenza e particolare lavorìo ideologico, siamo arrivati al punto. Non capisco, a questo punto, perché avessimo tanto in odio il fascismo. Continua a leggere ‘Underworld.’

04
Mar

Poteri.

Non credo che il nostro problema principale quello di rispondere a papa Ratzinger….
…Dopotutto più se ne parla, nel bene e nel male, meglio è per Lui…è la regola aurea
di ogni strategia pubblicitaria.
Non credo sia nemmeno quello dei Dico o dell’eutanasia….
Non credo - inoltre - che esista una vera possibilità di ricambio della classe dirigente al potere, di qualsiasi schieramento faccia parte….
Infatti la sua discontinuità di facciata fa da contraltare alla contiuità del sistema economico-sociale, fondato sullo sfruttamento….
Non credo che il nostro modello di sviluppo sia riformabile….
Non credo, in breve, alle dimensioni culturali che hanno visibilità oggi nel nostro paese…….nè ai temi reazionari dei cattolici e della Destra, nè alle pseudo-soluzioni di piccolo cabotaggio propinate da una Sinistra senza più riferimenti.
Il perchè di questa mia sfiducia e di un conseguente sentimento anarchico che fa capolino nei miei pensieri degli ultimi anni, lo trovate in questo breve MP3 recitato - su parole di Pasolini - da una ragazza.

04
Mar

Chi comanda chi.

La chiesa, dicono, sia antisistemica per ciò che concerne il neo-capitalismo che vediamo davanti gli occhi. E solo su di un piano ideologico. Il piano dei reazionari.
Essere contro il neocapitalismo non significa essere a favore di una rivoluzione sociale.
e infatti la chiesa non lo è.

Continua a leggere ‘Chi comanda chi.’

03
Mar

Verifica dei poteri.

800Goffredo Fofi parla, della distinzione che fece Pasolini tra progresso e sviluppo. Parla del grande errore di non aver capito, 40 anni fa, che si stava andando verso uno sviluppo dissennato che nulla aveva a spartire col progresso. Il progresso non è quello di dare un’automobile a tutti e la possibilità per tutti di indebitarsi per comprare i beni di consumo che interessano. Il progresso non è quello di battersi affinchè anche i cinesi possano avere una macchina a testa e diventare ottusi come noi. Il tema è attualissimo, perchè anche oggi, non abbiamo le idee chiare sulla differenza fra le due cose, innescando equivoci incredibili anche a sinistra, dove si vorrebbe proporre un discorso politico sviluppista che non ha alcuna parentela col progresso, essendo fondato sullo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente in cui vive. Il sistema è capace di integrare tutte le rischieste di libertà secondo i canoni di mercato. Continua a leggere ‘Verifica dei poteri.’




 

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