11
Mag

Il problema sicurezza in Venezuela.

E’ di moda, in Italia, parlare dei problemi - come nel caso della “sicurezza” - senza affrontarne le cause, senza voler minimamente intaccare le cause della supposta insicurezza. L’oligarchia al potere in Italia e i media che la sostengono, cercano scorciatoie al mantenimento della propria egemonia: ergo si manipolano le coscienze dei cittadini da una parte e, dall’altra, ci si de-responsabilizza totalmente coinvolgendo la cittadinanza tutta. Una volta creata la falsa emergenza “sicurezza”, chi potrà più smentirla, visto che la maggioranza dei cittadini se l’è bevuta? E di chi sarà la responsabilità di eventuali disordini sociali, nel momento in cui le ronde di “liberi cittadini” si scontreranno con, mettiamo, extracomunitari e non?

E’ chiaro che i responsabili saranno i singoli che avranno creduto al pericolo tanto sbandierato, i quali saranno lasciati soli, come conviene sempre in questi casi, al cospetto della legge e dell’opinione pubblica. Un buon metodo, non c’è che dire.

Nel Venezuela, bolivariano e socialisteggiante, in questi giorni si parla, con un certo impegno, del problema sicurezza. Si, anche nel paese caraibico il problema sussiste, ed è certamente assai più serio che nel nostro paese a causa delle condizioni socio-economiche in cui il paese, per decenni e ben prima dell’arrivo al potere di Chavez democraticamente eletto, è stato lasciato. Ciò che invece è degno di nota è il modo in cui in quel paese si affrontano i problemi e, nello specifico, quello sulla sicurezza. Intanto, c’è da dire che sia i giornali che i commentatori TV, a meno che non siano schierati con protervia (cioè attraverso lauti finanziamenti dell’oligarchia venezuelana alleata con gli Stati Uniti) contro Chavez, sono tutti d’accordo a collegare la criminalità con la situazione di precarietà sociale che è presente nel paese. In secondo luogo, è differente, diametralmente opposto il modo di affrontare il problema.

Esso viene preso per le corna. Come? Attraverso una partecipazione diretta e fortemente stimolata dal governo, della parte più povera della popolazione ai programmi di educazione, dell’accesso gratuito ai servizi sanitari e alla casa, si inizia a risolverlo. Le statistiche infatti parlano chiaro. In 10 anni di rivoluzione bolivariana, molti indici di benessere economico e sociale sono migliorati, nonostante il livello bassissimo dal quale partiva il paese caraibico.

Nel nostro paese, al contrario, al posto della partecipazione di tutti al di là del colore della pelle e/o della religione d’appartenenza, o ancora della propria posizione sociale rispetto alla povertà/ricchezza, c’è l’arruolamento in formazioni privatizzate e sotto lo stretto controllo di organizzazioni politiche che nell’antagonismo alla nazione hanno il proprio tratto distintivo.

E’, dunque, proprio questo il nodo: 2 modi opposti di affrontare un problema denotano 2 intendimenti del tutto differenti. Perchè, se il problema è 1 (la sicurezza), vari possono essere i modi per eliminarlo. Quello scelto dal nostro paese, lungi dal garantire una qualche risoluzione del problema, proprio perchè non se ne affrontano le cause, intende semplicemente difendere i ricchi dall’eventuale assalto di una umanità povera ed emarginata che tale non vuole rimanere.

09
Mag

Il giorno della memoria.

GRAVE CENSURA NEL GIORNO DELLA MEMORIA

Oggi, 9 maggio, “Giorno della memoria delle vittime di stragi e terrorismo”, durante la cerimonia ufficiale che si è svolta davanti al Capo dello Stato, la Rai (radio televisione italiana) ha censurato il discorso del Presidente dell’Unione Vittime per Stragi Paolo Bolognesi.
Probabilmente la Rai temeva che le sue parole si diffondessero nel Paese.

Questa è l’ennesima offesa alle vittime e alla ricerca della verità.

Il Presidente
Paolo Bolognesi

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TESTO DEL DISCORSO CENSURATO DALLA RAI

Roma 9 maggio 2008

Questo intervento è il frutto di una riflessione dell’Unione Vittime per Stragi che comprende le associazioni delle vittime delle stragi: di Piazza Fontana di Milano del 12 dicembre del 1969, di Piazza della Loggia di Brescia del 28 maggio 1974, del Treno Italicus del 4 agosto del 1974, della Stazione Centrale di Bologna del 2 agosto 1980, del Treno Rapido 904 del 23 dicembre 1984, di Via dei Georgofili di Firenze del 27maggio 1993.
L’istituzione di una giornata per ricordare le vittime del terrorismo e delle stragi, voluto con determinazione dai familiari delle vittime, dal Presidente della Repubblica e da tutto il Parlamento, è un fatto estremamente importante, di cui è ampiamente condiviso l’alto valore etico, politico e sociale.
Il terrorismo ha indubbiamente segnato nel Paese pagine tragiche, ha messo a rischio la tenuta democratica delle nostre istituzioni, è stato sconfitto nelle sue forme più organizzate, ma non é morto, anzi é ancora vivo con frange pericolose, che gli organi preposti alla sicurezza in più occasioni hanno invitato a non sottovalutare.
Vi sono poi i terroristi che godono di grandi spazi pubblici come se i veri eroi fossero loro e non le vittime e chi ha perso la vita per contrastarli.
Nel corso degli anni abbiamo assistito ad una costante rimozione della verità: sono stati messi in cattedra i terroristi e le vittime hanno dovuto subire anche l’umiliazione degli assassini, inopinatamente divenuti opinionisti e dispensatori di consigli alle giovani generazioni per le loro scellerate esperienze di vita.

Commemorare le vittime del terrorismo e delle stragi ha quindi il valore alto del ricordo, la funzione vitale di strumento per la formazione delle nuove generazioni, che non sempre hanno vissuto direttamente quelle tragedie.
Ha il compito di ricordare il passato per evitare comunque nel futuro i drammi e le sofferenze di quelle tragiche fasi.
Dobbiamo ricordare che in Italia, dal dopoguerra ad oggi, vi sono state 14 stragi con un numero spaventoso di morti e feriti, ma che in nessuna di esse si è arrivati a colpire mandanti e ispiratori politici.
Alla fine degli anni 70, un noto neofascista spiegava a uno dei suoi adepti “che una strage non ha senso se non c’è chi può coglierne gli effetti politici”. Coloro che hanno utilizzato le stragi e il terrorismo per fini politici non sono stati individuati dai processi, sono ancora tra noi e sono impuniti.
Di quei tragici eventi lascia un ricordo particolarmente amaro il coinvolgimento degli apparati di sicurezza, fenomeno talmente esteso da chiamare in causa chi aveva su di essi poteri di nomina e controllo politico.
Il coinvolgimento di uomini dei servizi segreti nei depistaggi e nelle coperture date ai terroristi e l’impedire ai giudici di arrivare alla verità è un punto cruciale per la comprensione di quegli anni bui e non deve essere in alcun modo accantonato.
Ai parlamentari e ai rappresentanti delle istituzioni che oggi sono qui con noi, diciamo che sono qui non solo per ricordare le vittime, ma anche per prendere impegni dei quali i familiari e i cittadini nel prossimo anniversario chiederanno conto.
L’attuale Parlamento deve inaugurare una nuova stagione politica finalizzata alla ricerca della verità, ove non vi sia più spazio per segreti e reticenze, anche per dare un senso alla legge n. 124/2007 che recepisce in parte la proposta di legge di iniziativa popolare per l’”Abolizione del segreto di Stato nei delitti di strage e terrorismo”, presentata dalle associazioni delle vittime al Senato nel 1984.
Le leggi vanno applicate nella loro interezza, i decreti attuativi non debbono stravolgerne o limitarne l’esecuzione
E’ importante che chi ha attentato alla vita democratica del Paese venga finalmente punito.
Aprire gli armadi non deve essere solo uno slogan, a questo punto vi sono anche gli strumenti legislativi per farlo senza incertezze e reticenze
Pensiamo sia giunto il tempo per un giudizio anche politico sullo stragismo che determini l’allontanamento dalle istituzioni di chi lo ha favorito anche solo con la sua colpevole inerzia.

Il 9 maggio giorno della memoria deve essere anche il momento per fare il punto di una situazione ormai insostenibile per la disattenzione con cui vengono trattate le vittime dal Parlamento.
La legge 206/04 già approvata ” Nuove norme per le vittime del terrorismo e delle stragi di tali matrice” è in gran parte inattuata e disattesa.
Negli anniversari le promesse di soluzione vengono fatte per essere dimenticate durante tutto il resto dell’anno. È una situazione inaccettabile che vede i familiari sotto continua umiliazione per ottenere quanto previsto dalla legge. Occorre venga nominato un autorevole referente a cui convogliare le varie problematiche irrisolte per far sì che trovino tempestiva attuazione da parte delle rispettive amministrazioni.
Le altre leggi depositate in Parlamento quali: la “Legge quadro per l’assistenza alle vittime di reato”, la modifica dell’articolo 111 della Costituzione detto del “Giusto processo”, l’istituzione del “Reato di depistaggio”, oggi mancante in Italia, tutte queste leggi sono rimaste ferme da anni, legislatura dopo legislatura coperte da promesse e assicurazioni di ogni tipo per poi essere lasciate immobili nelle varie commissioni.
Credo sia importante un serio impegno da parte dei rappresentanti delle istituzioni e degli eletti del popolo affinché finisca questa situazione aberrante che vede le vittime ricordate negli anniversari, ma umiliate e derise per tutto il resto dell’anno.

Il Presidente
Paolo Bolognesi

Associazione 2 agosto 1980

09
Mag

Frequenze e democrazia…

Parlamentari dell’Italia dei Valori hanno spedito una lettera, molto chiara e puntuale, a Prodi. Il tema è sempre quello che va avanti da 6 anni: la illegalità del non accesso di Europa 7 alle frequenze TV che le spettano di diritto. La lettera è leggibile qui avanti –> 1

Ma questo atteggiamento del governo, sia esso rappresentato dalla destra o dalla sinistra, non è una novità. In effetti lo sapevamo già che c’era “del marcio in Danimarca”. Il video qui sotto ve lo ridice chiaramente di che pasta è fatto il regime “bi-partisan” che ci hanno cucito addosso.

08
Mag

Il cavallo di Troia dei “Diritti Umani”.

Se chiedete ad un qualsiasi cittadino occidentale quale sia il significato dell’allocuzione “rispetto dei diritti umani”, egli vi risponderà in modo poco chiaro, confuso. Molti non sanno nemmeno quali siano i diritti umani; altri ancora vi risponderanno che essi si riferiscono alla possibilità di non essere incarcerati se si esprimono idee contrarie a quelle dominanti; altri ancora al rispetto dello “stato di diritto” (anch’esso collegato strettamente con l’ideologia dei “diritti umani”). Nessuno, possiamo fare una scommessa, vi dirà che essi comprendono anche il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, ad una condizione economica dignitosa che possa permettere lo svolgimento di una vita al massimo delle proprie possibilità di essere umano.

Questi ultimi diritti vengono ampiamente disattesi negli Stati Uniti, mentre vengono applicati meglio, forse approssimativamente ma meglio, in molti di quei paesi che sono oggetto dell’antipatia se non proprio della persecuzione dei campioni della democrazia e della libertà.

Ma ciò è ovvio: l’occidente ritiene tutelati, dal proprio sistema, quei diritti che sono oggetto di compravendita mercantile: salute, lavoro, istruzione, dignità di vita (accesso al consumo) sono “prodotti” che possono essere acquistati sul mercato e come tali non sono oggetto di critica, in quanto il mercato non può essere criticato. Altro fatto concerne la reale tutela di queste necessità umane. In tutto il mondo occidentale, pochissimi sono soddisfatti della situazione che concerne quei diritti di base, elementari. Tutt’altro. Ma essi non sono seriamente presi in considerazione da alcuna agenda politica; gli stessi partiti politici di sinistra, solitamente e costantemente, al solo sentir pronunciare questi temi si sganasciano in grasse risate. Salvo accennarne strumentalmente, in periodi di vendemmia elettoralistica.

In particolare, mi preme accennare al caso della Corte Interamericana de Derechos Humanos che ha denunciato, grazie ai “servi sciocchi” (giornalisti e dirigenti) di Globovision (un canale privato venezuelano) presunte violazioni dei “diritti umani” operati dal governo Bolivariano del Venezuela nei loro confronti. E’ da notare che, nei decenni scorsi, questa Corte, creata dal governo degli Stati Uniti e da essa finanziata ed ideologizzata pesantemente, non ha praticamente operato, tacendo di fatto sulle innumerevoli, tremende violazioni dei diritti umani nel continente latinoamericano. Stranamente essa è divenuta attivamente operativa solo da quando il Venezuela e il suo presidente bolivarista hanno chiaramente manifestato la propria volontà di indipendenza economica e politica dal gigante imperialista, denunciandone sia implicitamente che esplicitamente i vari misfatti.

Gli attacchi pretestuosi degli Stati Uniti al Venezuela non possono però farci dimenticare la costante, sistematica violazione dei diritti umani da parte degli stessi: da Guantanamo all’Iraq, dall’Afghanistan a casa propria, essi hanno sempre dimostrato che l’uso strumentale di argomenti speciosi è la loro più fruttuosa attività. Non più in grado di essere monopolisti nei settori industriali o della finanza, essi si sono gettati a capofitto nella costruzione di questi “reality-show ad argomento politico-morale”, guadagnandosi i nostri complimenti per la creatività e fantasie dimostrate.

Ma qual’è l’intendimento di essi? É quello di creare, attraverso l’uso di questo mantra ripetuto all’infinito, le condizioni migliori per allargare, mantenere in maniera impunita il proprio ruolo di battistrada della “libertà d’impresa”, vero significato sottostante tutti i richiami, ormai vetusti, proferiti attraverso il diabolico mantra. Ed è conseguenza logica che questa “libertà”, poco si addica al paesaggio che essa ha lasciato dopo essere stata applicata: ne sanno qualcosa i cittadini del sudamerica iper-sfruttati, torturati col beneplacito dei servizi statunitensi, nemmeno più servi in casa propria. Non è un caso che in latinoamerica le coscienze, messe a durissima prova da questo tipo di “libertà e tutela dei diritti” si siano risvegliate e si oppongano alla protervia imperiale nordamericana. Il dileggio di cui sono oggetto è un complimento: vuol dire che la loro lotta stà raggiungendo dei risultati.

08
Mag

Marziani a Verona” di don Tonio Dell’Olio.

“Pazzesco” disse *il Sindaco di Verona*, mentre con l’avvocato preparava il suo processo per istigazione all’odio razziale.

“Inconcepibile” disse *il Sindaco di Firenze*, mentre toglieva a forza dal marciapiede un’ingombrante seduta a chiedere l’elemosina.

“Esecrabile” disse *il Sindaco di Milano* mentre guidava le ruspe contro un accampamento rom, accompagnata dall’architetto che le sottoponeva una variante al piano regolatore.

“Incredibile” disse *il Sindaco di Bologna*, mentre dotava i vigili urbani di spray al peperoncino e di bastoni distanzianti.

“Allucinante” disse il Sindaco di Roma, mentre firmava fogli di espulsione per l’ennesimo gruppo di senza fissa dimora.

“Inaccettabile” disse *il massimo esponente dello schieramento a se stesso avverso*, mentre chiedeva l’espulsione di tutti i rom dalla sua ex città cinematografica.

” Dura condanna” disse *il Presidente della Regione Veneto*, mentre riconoscente distribuiva incarichi ai rampolli della curva sud dell’Hellas Stadium.

“Immondo” disse *il Sindaco di Padova*, mentre armato di cazzuola alzava il muro che separava due quartieri.

“Chi l’avrebbe mai detto?” *dissero in coro* le ronde padane, i volontari civici, i soci dell’associazione carabinieri in pensione, i city angels, i vigilantes contro la prostituzione, i cittadini contro il degrado, affollando le notti per garantire che di notte non ci sia in giro nessuno.

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità
sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
coltivando tranquilla
l’orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un’anestesia
come un’abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità
per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un’anomalia
come una distrazione
come un dovere

“Smisurata preghiera” (di Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati)

Articolo originale pubblicato su: Micromega.
don Tonio Dell’Olio

07
Mag

Video sul Socialismo del Secolo XXI.

Sulla Bolivia, direttamente da Telesur.

Sulla collaborazione in tema di sovranità ed autosufficienza alimentare tra Venezuela e Nicaragua, un video dalla Televisione Venezuelana.

07
Mag

Dice Vittorino Andreoli…

In città come Verona tra i giovani esiste un solo tipo di cultura: quella della forza, dell’eliminazione, della violenza”.

“La logica è colpire il diverso. Anche chi ti rifiuta una sigaretta diventa un nemico. La violenza è vista come un atto eroico. E i responsabili, sono sicuro, cercheranno giustificazioni che Verona saprà dargli”

07
Mag

Cari ragazzi…

“Essi non hanno più la padronanza dei loro atti, si direbbe dei loro muscoli. Sono regrediti - sotto l’aspetto esteriore di una maggiore educazione scolastica e di una migliorata condizione di vita - a una rozzezza primitiva. Se da un parte parlano meglio [...] dall’altra sono quasi afasici [...] tacciono, lanciando ogni tanto urli gutturali e interiezioni di carattere osceno. Non sanno sorridere o ridere. Sanno solo ghignare o sghignazzare.” P.P.P.

Continua a leggere ‘Cari ragazzi…’

05
Mag

Moralismi.

Autore: Sanjilops

Recentemente (periodo natalizio) alcuni parlamentari di sinistra (verdi e rifondazione) si sono lamentati del film di Massimo Boldi: ora, a me Boldi non piace, non sopporto i fratelli Vanzina né Neri Parenti né tutta la cricca dei film di Natale, ma non per questo giustifico un intervento di 3 o 4 (non ricordo) parlamentari organizzati contro un film che, idiota e commerciale quanto volete, è pur sempre una libera espressione di contenuti! Questo per ribadire che non importa la posizione della Chiesa, ma il fatto stesso che debba assumere una posizione (così come i parlamentari, laici o cattolici che siano).
Ciononostante, la discussione è inevitabilmente scivolata dove non doveva, cioè sul problema “è giusto o no che Welby muoia?”, problema che non è di nessuno se non di coloro che lo stanno vivendo (se ci fosse un malato terminale cattolico che chiedesse di non morire e qualche potente pro-eutanasia volesse dire la sua, mi trovereste indignato esattamente allo stesso modo); inoltre, non appena si è andati a toccare la chiesa, si è aperto il dibattito sulla laicità dello stato, inevitabilmente degenerato nel circo eutanasia sì eutanasia no, gay sì gay no, aborto sì aborto no…

02
Mag

Daniel Ortega accusa gli Stati Uniti di cospirare contro il governo del Nicaragua.

[Traduco dal sito Aporrea.org il comunicato andato i onda su Telesur ieri 1° Maggio]

Telesur, 30/4/2008. Il Presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha denunciato, mercoledì scorso una cospirazione degli Stati Uniti attraverso l’ambasciata a Managua per destabilizzare il suo governo, creare il caos e paralizzare il paese.

Secondo Ortega “l’impero yankee attraverso l’ambasciata a Managua, ha degli agenti che si mobilitano trafficando finanziamenti milionari a favore di dirigenti sindacali affinchè organizzino proteste contro il governo”.

I Piani destabilizzatori includerebbero l’organizzazione di proteste al fine di paralizzare il paese, ha detto Ortega, il quale ha aggiunto che “abbiamo dati esatti” di partite milionarie di soldi che affuirebbero ad Alleanza Democratica e al deputato e leader, nonchè candidato sindaco alla capitale, Eduardo Montealegre, e l’ex presidente Arnoldo Aleman, nonché gruppi della cosiddetta società civile.

Ortega ha fatto questa denuncia poco prima della commemorazione del 1° di Maggio davanti a migliaia di sinpatizzanti riuniti nella “Piazza della Rivoluzione”.

“Sono preoccupati perché il popolo non scende in strada contro il governo rivoluzionario e non fanno lo stesso che fu fatto contro (il presidente cileno) Salvador Allende in quanto siamo arrivati al potere per via elettorale” ha notato Ortega.

Secondo il presidente, gli agenti dell’impero, i cui nomi ha promesso di rivelare in una prossima occasione “hanno una rete composta da alcuni mezzi di comunicazione allo scopo di creare una sensazione di caos” in Nicaragua.




 

Maggio 2008
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